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Complesso gomito-polso-mano

Le patologie che colpiscono il complesso del gomito, del polso e della mano sono per certi versi accomunabili alle patologie che colpiscono il resto dell’organismo. D’altro canto però le peculiarità anatomiche e funzionali di quest’area corporea fanno sì che in diverse discipline scientifiche questo distretto sia studiato da professionisti che vi si dedicano in maniera specifica.

In campo chirurgico esiste infatti la specializzazione in chirurgia della mano, in campo ingegneristico ci sono ingegneri che dedicano la propria pratica professionale allo studio di questa affascinante parte del nostro corpo e anche a livello fisioterapico ci sono fisioterapisti che si occupano nello specifico di valutare, curare o riabilitare dolore e disfunzione delle articolazioni, dei muscoli, dei nervi, dello scheletro e dei tendini del gomito, del polso e della mano.

I traumi come sempre possono dar luogo a fratture o a lesioni dei flessori molli. Nel primo caso ampiamente conosciute sono le fratture:

  • del carpo (del polso), basti pensare alle fratture dell’osso scafoide;
  • dei metacarpi o delle falangi, basti pensare alla frattura del quinto metacarpo (o frattura del pugile);
  • del radio e dell’ulna, a livello dell’epifisi distali o prossimali (quindi a livello del gomito), relativamente frequenti sono le fratture al capitello radiale, ma ovviamente lesioni possono colpire anche la parte distale dell’omero e l’olecrano, sempre a livello del gomito.

Le fratture possono, anche a causa dell’immobilizzazione e dell’osteosintesi (placche, viti, fili metallici ed altri mezzi utilizzati dai chirurghi per stabilizzare la frattura), possono determinare quadri di rigidità primaria o secondaria a livello di gomito, polso e mano.

Per quanto riguarda le lesioni traumatiche a carico dei tessuti molli, esse possono determinare quadri di instabilità sia a livello del polso e della mano che a livello del gomito. Si possono lesionare ad esempio le pulegge tendinee, la capsule articolari, i legamenti e la membrana interossea. Anche strutture come i tendini ovviamente possono lesionarsi in caso di trauma. Relativamente frequente purtroppo è la lesione dei tendini flessori delle dita, causata da traumi da taglio a livello del palmo delle dita o della mano.

Infine anche i nervi che attraversano questa regione (quindi nervo ulnare, nervo radiale e nervo mediano), con i loro rami terminali, possono andare incontro a danni in seguito a trauma.

I suddetti nervi possono anche andare incontro ad intrappolamento in una delle interfacce anatomiche (punti di passaggio) attraverso il gomito, il polso e la mano. Queste condizioni prendono il nome di sindromi canalicolari: tra le più comuni ci sono la sindrome del tunnel carpale, la sindrome del tunnel di Guyon, la sindrome del pronatore, la sindrome del tunnel cubitale, la sindrome del supinatore, ecc.

In particolare il polso e la mano sono inoltre aree che vanno incontro a degenerazione. Parliamo infatti di:

  • rizoartrosi o artrosi trapezio-metacarpica, quando la degenerazione artrosica colpisce la radice del pollice;
  • semplice artrosi alla mano, quando il fenomeno colpisce le articolazioni metacarpo-falangee ed interfalangee;
  • “artrosi di polso”, poiché anche le articolazioni del carpo possono andare incontro a fenomeni degenerativi.

Anche patologie su base infiammatoria ed autoimmune possono interessare il gomito, il polso e la mano. Basti pensare all’artrite reumatoide, all’artrite psoriasica, ecc. Il morbo di Dupuytren è sicuramente l’esempio più noto di patologia su base ereditaria che può compromettere l’utilizzo soprattutto delle dita della mano.

Infine un grosso capitolo è da dedicare alle tendinopatie (“tendiniti”) e tenosinoviti che possono interessare i flessori delle dita, gli estensori delle dita, l’estensore breve e l’abduttore del pollice (sindrome di De Quervain), l’estensore lungo del pollice, il flessore ulnare del carpo (patologia che può coinvolgere anche l’osso pisiforme, presente nel suo contesto), l’estensore ulnare del carpo e gli estensori radiali lungo e breve del carpo.

In particolare la tendinopatia del tendine comune degli estensori del capo a livello del gomito è chiamata epicondilite, mentre la tendinopatia del tendine comune dei flessori del capo è chiamata epitrocleite. Queste due condizioni, chiamate anche rispettivamente “gomito del tennista” e “gomito del golfista”, sono quadri assolutamente benigni, ma nonostante questo mal sopportati dai pazienti, in quanto determinano dolore in molte attività della vita quotidiana.

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