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Riabilitazione dello sportivo

 

CHE COS’È LA RIABILITAZIONE DELLO SPORTIVO?

Quando si parla di “riabilitazione dello sportivo” o, meglio, di “riabilitazione in ambito sportivo” si fa riferimento a tutto l’insieme di strategie, tecniche e pratiche volte al recupero dell’atleta affetto da infortunio, sia traumatico che da sovraccarico.

Quando, invece, utilizziamo il termine di “fisioterapia sportiva” o, meglio, “fisioterapia in ambito sportivo” si intendono anche tutte quelle strategie, tecniche e pratiche volte alla prevenzione ed alla cura dei disturbi muscolo-scheletrici che possono affliggere lo sportivo.

Gli strumenti utili per la prevenzione, cura e riabilitazione dell’atleta – sia esso professionista o dilettante – sono:

L’ambito sportivo è estremamente delicato, molto spesso la richiesta della rapidità del recupero si scontra con i tempi di guarigione dettati dal nostro organismo. Diverse figure, sanitarie e non, che operano nello sport concorrono in modo diverso alla riabilitazione sportiva: medici, fisioterapisti ma anche preparatori atletici, allenatori e atleti. Tutti insieme collaborano in un equipe multidisciplinare, ognuno con le proprie competenze, per cercare di ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile.

 

QUANDO E’ INDICATO UN PERCORSO DI FISIOTERAPIA/RIABILITAZIONE IN AMBITO SPORTIVO?

Come già accennato nelle righe precedenti, è indicato un percorso di questo tipo ogni volta che un atleta – dilettante o professionista – necessita di prevenire, curare o riabilitare gli esiti di un infortunio, sia esso dovuto a trauma od a sovraccarico ripetuto.

Importante, inoltre, è ricordare come la prevenzione sia un intervento tanto importante, quanto trascurato. Essa può svilupparsi in tre modi diversi: prevenzione primaria, secondaria e terziaria (per capire meglio questi concetti, consulta il glossario).

Alcuni esempi di esiti di traumi possono essere lesioni muscolari e fratture, mentre alcuni esempi di esiti di infortuni da sovraccarico ripetuto possono essere tendinopatie e contratture.

Gli infortuni in cui un atleta può incorrere dipendono, ovviamente, dal tipo di sport che questi pratica. Infatti, la dinamica dello sport è strettamente legata alla frequenza di un tipo di infortunio rispetto ad un altro, basti pensare ai possibili sovraccarichi che possono avvenire nel calcio rispetto alla palla a volo (volley), nel tennis rispetto al canottaggio, nel golf rispetto al culturismo, nel sollevamento pesi rispetto all’equitazione, nella palla a nuoto rispetto alla corsa (running) o al ciclismo e così via.

 

GLOSSARIO

Infortunio/disturbo ad esordio insidioso, o non traumatico: si fa riferimento ad un processo patologico a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, del sistema nervoso, etc. che si innesca senza un momento traumatico ben identificabile. Infortunio/disturbo ad esordio traumatico: in questo caso, al contrario, si fa riferimento ad un disturbo che si è sviluppato in seguito ad uno stress eccessivo delle strutture anatomiche avvenuto in un preciso momento (il trauma appunto).

Traumi diretti, o “da contatto”: sono eventi traumatici nei quali la lesione si viene a produrre nel punto in cui si esplica la violenza del trauma stesso (ad es. ‘ginocchiata’ a livello della coscia che provoca una lesione locale dei tessuti molli).

Traumi indiretti, o “non da contatto”: sono eventi traumatici nei quali la lesione si viene a produrre in un punto distante rispetto a quello in cui si esplica la violenza del trauma stesso (ad es. lesione del rachide cervicale e concussione celebrale in seguito a ‘placcaggio’ nel rugby o nel football americano).

Sovraccarico: carico che eccede le capacità fisiche e chimiche di una struttura anatomica. Il sovraccarico si può determinare in un preciso momento – si parla in questo caso di trauma – o può essere determinato da una sommazione temporale di carichi che, da soli, non implicherebbero una lesione/patologia – si parla in questo caso di lesione/patologia da sovraccarico ripetuto -. 

Prevenzione primaria: è l’insieme delle attività volte ad di evitare e contrastare l’insorgenza di una patologia.

Prevenzione secondaria: è l’insieme delle attività volte a ridurre più possibile il tempo che intercorre tra l’esordio di una patologia e la diagnosi della stessa, è quindi legata alla velocità di accertamento e diagnosi, in questo caso, di un infortunio.

Prevenzione terziaria: è l’insieme delle attività volte a ridurre il più possibile le complicanze dovute ad una patologia.

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