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Coscia e gamba

L’arto inferiore può essere suddiviso in due parti: la coscia, definita come il tratto che va dall’anca prossimalmente al ginocchio distalmente, e la gamba definita come il tratto che va dal ginocchio prossimalmente alla caviglia distalmente. Va da sé che sintomi o segni avvertiti in queste aree possano derivare da problematiche a livello di anca, ginocchio e caviglia. Non bisogna dimenticarsi inoltre della colonna lombare, che può essere un’importante fonte di dolore ed altri disturbi all’arto inferiore. Anche le strutture lunghe che attraversano la coscia e la gamba, come vasi, nervi e muscoli poliarticolari, possono andare incontro a patologie e pertanto generare sintomi. Infine femore, tibia e perone, che sono le ossa che costituiscono l’arto inferiore, possono anch’esse, come il periostio che le circonda, creare dolore. Ginocchio e caviglia, quando vanno incontro a patologie, possono di riflesso coinvolgere gamba e coscia, Ma anche in questi casi il quadro clinico solitamente rende evidente l’origine del problema. Lo stesso non si può dire per le patologie a carico di anca e colonna lombare, che possono “riferire” sintomi all’arto inferiore. Quei sintomi Infatti al paziente possono apparire come disturbi legati alla coscia o alla gamba e si necessita quindi di una visita approfondita per comprenderne l’origine. A livello della colonna lombare, discopatie (come ernia discale o protrusioni), sindrome delle faccette articolari, stenosi lombare ed altre condizioni possono dar vita appunto al fenomeno del dolore riferito all’arto inferiore. Sono infatti le strutture ossee discali, legamentose e muscolari stesse che, colpite da patologia, manifestano la loro sofferenza come un dolore a livello della coscia e della gamba. Inoltre, come noto, i nervi periferici originano dal midollo spinale e le radici di tali nervi fuoriescono da dei forami (forami vetrebrali) che si trovano tra una vertebra e l’altra. L’intrappolamento di tali radici nervose può dar vita a condizioni quali la sciatalgia, o sciatica, la cruralgia o la meralgia parestesica. In queste tre condizioni sono colpiti rispettivamente il nervo sciatico, il nervo crurale e il nervo femoro-cutaneo laterale della coscia. A livello dell’anca si possono pure creare condizioni patologiche che si manifestano con un dolore “lungo” che colpisce una vasta area della coscia.

Affrontiamo ora una panoramica sulle patologie proprie della coscia e della gamba, ovvero che qui hanno origine. Tutte le masse muscolari possono andare incontro a lesione. Le lesioni muscolari sono classificate in diversi modi e sono comunemente chiamate “distrazioni”, “stiramenti”, “elongazioni” o “strappi”. Questi possono colpire quadricipite, ischiocrurali, polpaccio (formato da gemello mediale e gemello laterale, che assieme costituiscono il gastrocnemio, e soleo), tensore della fascia lata, popliteo. Tutti questi muscoli, oltre che a lesione, possono andare incontro a un sovraccarico funzionale o a meccanismi di sensibilizzazione e dar vita al fenomeno del trigger point. Ogni muscolo si inserisce a livello dell’osso, o più precisamente a livello del periostio, attraverso un tendine. È ovvio quindi che tali strutture tendinee possono andare incontro a lesione o sovraccarico, dando vita alla cosiddetta tendinopatia. A livello di coscia e gamba le tendinopatie più comuni sono sicuramente quella del quadricipite, del tendine d’achille (“tendinite achillea”), degli ischio-crurali mediali (sartorio e “tendinite della zampa d’oca”), degli ischio-crurali laterali (e più nello specifico quindi del bicipite femorale), del tibiale anteriore, del tibiale posteriore, dei peronei, del flessore lungo dell’alluce e del popliteo. Il sopracitato periostio, la membrana che riveste i capi ossei, può anch’essa andare incontro a infiammazione e generare dolore, parliamo in questo caso di periostite, mentre quando la patologia colpisce l’interfaccia tra tendine e periostio, parliamo di “entesite” o entesopatia. Infine le strutture nervose e vascolari possono andare incontro a intrappolamento anche a livello dell’arto inferiore, basti pensare alla sindrome del piriforme (meglio definita come deep gluteal syndrome), all’intrappolamento del nervo tibiale, surale o peroneale, all’intrappolamento dei nervi otturatori. Condizioni più gravi che colpiscono la componente vascolare sono le arteriopatie  obliteranti periferiche, che tipicamente si manifestano con la cosiddetta claudicatio intermittens, che consiste in un dolore a livello dell’arto inferiore, tipicamente nel polpaccio, dopo una fase più o meno lunga di attività, ad esempio il cammino, dopo la quale il soggetto è obbligato a fermarsi, salvo poter poi ripartire e percorrere circa la stessa distanza per poi nuovamente fermarsi e così via. Questa condizione deve entrare in diagnosi differenziale con altre patologie come la cosiddetta claudicatio neurologica, che origina invece da una stenosi a livello lombare. Una complicanza infine di quadri clinici che determinano un aumento della pressione intra-compartimentale  (ad esempio per sanguinamento a livello dei compartimenti della gamba o della coscia) è la cosiddetta sindrome compartimentale. È una condizione grave in quanto determina una compressione acuta dell’apparato vascolare e dei nervi periferici.

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