fbpx

Terapie

TERAPIE STRUMENTALI

Spesso si sente che una determinata terapia strumentale, come ultrasuoni, magnetoterapia, laserterapia, ecc., è la panacea o, viceversa, non serve a nulla. In realtà, come sempre in medicina, ogni terapia ha le sue indicazioni, i suoi limiti e le sue controindicazioni. Terapie che utilizzano la corrente elettrica (elettroterapia) con diversi fini sono: l’elettrostimolazione, la tens, le correnti diadinamiche e ionoforesi (veicolazione di un principio attivo mediante correnti).

Tecar, laser e, da un certo punto di vista, anche ultrasuoni producono effetti biologici in parte sovrapponibili, nonostante si basino su princìpi fisici molto differenti.

Un discorso a parte è da fare per le onde d’urto, le cui indicazioni sono estremamente specifiche, possono essere molto utili o dannose in base al quadro clinico.

TERAPIA MANUALE

La terapia manuale può essere spesso molto utile nel ridurre o abolire i sintomi muscoloscheletrici. Esistono diverse scuole di terapia manuale quali ad esempio: Maitland, Osteopatia, Medicina manuale, Chiropratica, Kaltenborn.

In realtà anche per quanto riguarda la terapia manuale, l’importante è che venga somministrata da professionisti sanitari laureati e specializzati, che conoscono indicazioni, limiti e controindicazioni di ciascuna tecnica.

Per terapia manuale non si intendono solo le manipolazioni vertebrali o le mobilizzazioni articolari, ma anche le tecniche miofasciali e connettivali quali: trattamento dei trigger point, metodo Stecco, massoterapia, massaggio trasverso profondo, linfodrenaggio e tecniche di neurodinamica.

GESTIONE DEL DOLORE (TERAPIA DEL DOLORE)

Il dolore a volte smette di essere un sintomo di una patologia, ma diventa esso stesso la patologia. Sia esso acuto o cronico, il dolore va gestito in modo specifico con adeguata terapia multimodale che talvolta necessita dell’intervento di professioni sanitari diversi, per far sì che non vengano compromesse le nostre funzioni corporee e che non si limitino per questo le nostre attività quotidiane o la partecipazione alla vita sociale.

GESTIONE DEL MAL DI TESTA

Basta aprire un blog o una rivista che si trovano metodi “miracolosi” per il mal di testa. Questo accade probabilmente perché le cefalee sono influenzate in modo notevole da una miriade di fattori quali stile di vita, meccanismi ormonali, ritmo sonno-veglia, alimentazione, stato psicologico, ecc. Il rischio però è “perdersi” tra tutte queste informazioni. Importante, specie nei quadri cronici, è invece gestire il mal di testa con un approccio pragmatico e scientifico.

CHIRURGIA ORTOPEDICA E TERAPIA INFILTRATIVA

L’ortopedia è sicuramente una branca molto vasta della medicina, che si occupa di patologie degenerative e traumatiche. La patologia degenerativa per eccellenza è l’artrosi, essa da una punto di vista ortopedico può essere trattata in una prima fase con infiltrazioni di acido ianuronico, cortisone o altri princìpi attivi. Purtroppo però talvolta si va incontro, in una seconda fase, all’intervento di protesi. Ad esempio protesi d’anca, protesi di ginocchio, protesi inversa di spalla, ecc.

L’altro grosso capitolo riguarda la traumatologia, basti pensare alle fratture di polso e mano, omero, ulna e radio, tibia e perone, femore, caviglia e piede fino alle fratture vertebrali e del bacino. Ovviamente anche i tessuti molli possono andare incontro a lesione in seguito ad un trauma, pensiamo alla lesione di Bankart conseguente a lussazione della spalla (che oltre al segno di Hill-Sachs determina lesioni a livello del labbro glenoideo, dei legamenti e della capsula anteriore), alla lesione del legamento crociato anteriore o posteriore e dei legamenti collaterali a livello del ginocchio, alle distorsioni di caviglia (che può comportare lesioni a livello del legamento peroneo astragalico anteriore), ecc.

L’ortopedia offre anche soluzioni a problemi diversi, quali degenerazione o lesioni del menisco attraverso meniscectomia selettiva o sutura meniscale, tendinopatie o lesioni tendinee attraverso suture in artroscopia o trattamento con PRP (Plasma Ricco di Piastrine, chiamato anche gel piastrinico o pappa piastrinica), alluce valgo attraverso interventi mini-invasivi o a cielo aperto, ecc.

RIABILITAZIONE ORTOPEDICA

Immobilizzazioni con gesso o tutore, interventi chirurgici o infiltrazioni sono tutti strumenti terapeutici che da soli non possono generare il massimo beneficio. Inoltre essi generano anche degli effetti indesiderati quali la rigidità articolare, la perdita di massa ossea e muscolare, cicatrici sia cutanee che soprattutto a livello dei piani profondi, perdita di propriocezione e più in generale della coordinazione. Tutto questo si traduce nell’incapacità di compiere le normali attività della vita quotidiana. Quindi, che si tratti di protesi, trattamento con gesso o tutore in seguito a frattura o lesione capsulo-legamentosa, o semplicemente infiltrazioni per gestire l’artrosi o un’infiammazione articolare, un percorso riabilitativo post chirurgico, anche se molto breve, si rende necessario per massimizzare gli effetti della terapia ortopedica, minimizzandone gli effetti collaterali.

RIABILITAZIONE DEI DISTURBI TEMPORO-MANDIBOLARI

Spesso dimentichiamo che qualche millimetro davanti al nostro orecchio vi è una delle articolazioni più importanti del nostro corpo: l’articolazione temporo-mandibolare. Come succede in tutto il resto del corpo, anche qui possiamo assistere a processi patologici a carico della componente osteo-articolare, come ad esempio artrosi o patologie del disco intrarticolare, o della componente muscolare, ad esempio scarsa coordinazione. Difficile è però orientarsi tra dolore, click e parafunzioni quali ad esempio il bruxismo (digrignare i denti).

RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

La riabilitazione del pavimento pelvico è indirizzata a uomini e donne che presentano problemi di incontinenza urinaria e fecale, prolasso degli organi pelvici, dolore pelvico, alterazioni della sensibilità o difficoltà nella defecazione o nelle attività sessuali. Tali condizioni possono insorgere dopo un intervento chirurgico come la prostatectomia o l’isterectomia, dopo il parto o, più semplicemente, insidiosamente nel corso della vita. Lo specialista si può avvalere di: tecniche strumentali (come ad esempio biofeedback, elettrostimolazione, ultrasuoni, coni vaginali) o esercizio terapeutico (kinesiterapia, esercizi di Kegel). Infine un ruolo fondamentale è svolto dalla consulenza circa gli ausili per la continenza e i corretti stili di vita.

RIABILITAZIONE NEUROLOGICA E GERIATRICA

Le patologie che colpiscono il sistema nervoso centrale o periferico, quali morbo di Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), ictus, Guillain-Barré, ecc., possono alterare in maniera anche importante la mobilità della persona che ne soffre. Sono quindi necessari interventi specifici di fisioterapia neurologica quali esercizio terapeutico conoscitivo (concetto Perfetti), concetto Bobath, PNF – Facilitazioni Neuomuscolari e Propriocettive (concetto Kabat), task oriented training, ecc. Ovviamente tali strumenti vanno scelti e mixati in base al quadro clinico di ogni specifico paziente.

Nell’anziano possiamo spesso ritrovare anche patologie neurologiche, ma in una situazione di comorbidità: vi sono quindi diverse patologie che coesistono, ad esempio patologie cardiovascolari, disfunzioni gastroenteriche, patologie ortopediche, decadimento cognitivo (ad esempio morbo di Alzheimer, demenza secondaria, ecc.). A tutto ciò si affianca un decadimento fisiologico di muscoli, ossa ed articolazioni, che complica ulteriormente il quadro clinico. In tali situazioni, o per prevenirle, un’adeguata pianificazione dell’esercizio fisico diventa essenziale.

TAPING

Come dice la parola stessa, parliamo di bende e cerotti. Ne esistono molti tipi in commercio, devono ovviamente essere integrati in un approccio più ampio, ma possono essere utili, ad esempio nel modulare il dolore, limitare un movimento o drenare un edema.

ESERCIZIO TERAPEUTICO

L’esercizio è certamente, grazie a tutte le sue possibili forme e declinazioni, lo strumento terapeutico più utile in fisioterapia. Come nel caso della terapia manuale è necessario però scegliere l’esercizio giusto per il paziente giusto e questo è tutt’altro che banale. Esistono molti approcci, ognuno dei quali presenta indicazioni, limiti e controindicazioni, alcuni esempi possono essere: metodo McKenzie, rieducazione posturale globale, rieducazione propriocettiva, rinforzo muscolare, stretching, core stability, esercizi di neurodinamica, facilitazioni neuromuscolari e propriocettive (PNF), concetto Mulligan.

FISIOTERAPIA SPORTIVA

La fisioterapia sportiva si occupa della prevenzione, della riabilitazione e del miglioramento della performance dello sportivo infortunato o con disturbi correlati all’attività praticata ad ogni età e livello di abilità.

Inoltre lo specialista in fisioterapia sportiva affianca la persona che si vuole avvicinare allo sport, promuovendo l’attività più adatta per lei in base ai suoi obiettivi e alle sue caratteristiche fisiche.

La collaborazione con allenatori, preparatori, membri dello staff e altri professionisti sanitari consente l’ottimizzazione degli obiettivi e il monitoraggio degli infortuni.

Le patologie più frequenti in questo ambito sono le lesioni o “contratture” muscolari, le distorsioni (ad esempio ginocchio o caviglia) e le patologie da sovraccarico (ad esempio “gomito del tennista”, “sindrome del maratoneta”, sindrome della spalla dolorosa, ecc.).

TUTORI, PLANTARI ED ALTRE ORTESI

Tra gli strumenti terapeutici in ambito muscolo-scheletrico un ruolo importante è rivestito dal confezionamento personalizzato e su misura di ortesi rivolte soprattutto al distretto polso-mano (spesso si parla di splint) o all’appoggio plantare (si parla in questo caso di plantari).

Spesso in situazioni quali tunnel carpale, rizzoartrosi, dita a scatto, lesioni tendinee ed altre patologie di polso e mano, l’utilizzo di un tutore su misura può essere la chiave di volta.

Allo stesso modo in situazioni quali iperpronazione de l piede, cavismo, piattismo ed altri difetti dell’appoggio plantare, ma anche in patologie dell’arto inferiore quali ad esempio la sindrome femoro-rotulea, la scelta o il confezionamento di un plantare adeguato può essere molto importante.

Infine altre ortesi da tenere in considerazione per patologie diverse sono cavigliere, ginocchiere, tutori di spalla, collari semirigidi, busti e corsetti, sostegni lombari.

Per prenotare una consulenza o per avere informazioni contattateci

Nome e Cognome (richiesto)

Numero di telefono (richiesto)

Indirizzo Email (richiesto)

Inserire il testo del messaggio