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Testa e viso

Assieme alle vertigini, il dolore è uno dei sintomi che possono colpire testa o viso. In particolare, se il dolore è avvertito a livello di:

  • nuca,
  • tempie,
  • fronte,
  • zona parietale

si parla di cefalea, mentre se esso è avvertito a livello di:

  • occhi,
  • zigomi,
  • mascelle,
  • mandibola,
  • arcate dentali,
  • cavità orale,
  • naso,
  • padiglione auricolare

si parla di dolore oro-faciale. È necessario precisare che molte cefalee possono interessare anche il viso ed il collo.

Il mal di testa può essere secondario ad altri disturbi, ad esempio a colpo di frusta, disordini temporo-mandibolari, cervicalgia o ad altre cause più o meno gravi.

Tra le cefalee primarie (che non sono sintomi di altri disturbi, ma sono esse stesse la patologia) è importante annoverare la cefalea di tipo tensivo, l’emicrania, la cefalea a grappolo e le cefalee autonomico-trigeminali (impropriamente talvolta inquadrate come “nevralgie del trigemino”).

Alcune di queste forme, oltre al dolore, possono essere accompagnate da nausea, vomito, fotofobia o fonofobia (ipersensibilità a luce o rumori), lacrimazione, ptosi palpebrale, vertigini e la nota aura emicranica (formicolii, disturbi visivi od altre turbe sensoriali che possono precedere l’attacco).

Per quanto riguarda i dolori oro-faciali, la fonte del dolore può essere anche lontana dall’area in cui vengono percepiti i sintomi. Le strutture che possono andare incontro a patologia sono varie, basti pensare a:

  • articolazione temporo-mandibolare (capsula, disco e muscoli),
  • V nervo o nervo trigemino (nelle sue componenti oftalmiche, mascellari e mandibolari),
  • VII nervo o nervo faciale (ad esempio con la paralisi di Bell),
  • muscoli mimici, ioidei e masticatori,
  • altre strutture viscerali.

Altri sintomi che il paziente localizza a livello del capo, possono essere vertigini e disequilibri. Queste possono avere diverse origini, una volta però escluse le problematiche serie, molto rare, come neoplasie (tumori), problemi cardiaci, ecc. le cause più importanti possono essere la sindrome vertiginosa propriamente detta, che ha origine in una disfunzione dell’organo dell’equilibrio contenuto nell’orecchio interno, disequilibri o “sbandamenti” determinati da disfunzioni a livello soprattutto della cervicale alta o infine sensazione di “testa leggera”, sensazione di svenimento o pre-sincope, determinata da un’ipotensione ortostatica.

Tra le malattie dell’organo dell’equilibrio (disfunzioni vestibolari) possiamo annoverare la VPPB (vertigine parossistica posizionale benigna), la malattia di Ménière, l’ipofunzione vestibolare, ecc.

In molti casi le sindromi vertiginose sono curabili o comunque gestibili.

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